Sono due notti che non riesco a dormire. Mi addormento verso le 5:30 e mi sveglio completamente rincoglionita. sono due notti che non dormo per il troppo caffè(?), per il troppo alcool (?) per i troppi pensieri (?) o un mix delle tre cose. I ricordi sono tornati a costellarmi il cervello di infiniti punti che non riesco a collegare tra loro, forse mi manca ciò che in questi casi è più necessario... la penna per unirli, la voglia di farlo... di far combaciare tutti quei minuscoli foruncoli isolati tramite una semplice linea ben dritta e spiegata. Pensieri che si affollano l'uno sull'altro, senza una spiegazione, neppure una apparente. E mi isolo, vorrei spaorire e restare ad affogare in tutto questo caos a cui non riesco a dare un ordine. Non passa giorno che non ti pensi o in cu non mi chieda come stai... non passa giorno in cui non senta la tua mancanza, non senta la voglia di ascoltarti mentre mi racconti dell'ultimo libro che hai letto, l'ultimo gruppo scaricato o che non desideri rivederti anche per un solo secondo, di passaggio. Assurdo come questa vita nisca e divida a piacimento. Assurdo come ci uniamo e dividiamo senza accorgerci che in realtà non è la vita a decidere per noi, ma noi per lei. Assurdo non poterti parlare dopo che per mesi non ho fatto altro, dopo tutto quello che abbiamo condiviso... assurdo, non riesco a definire questo rapporto in nessun'altro modo. Dannazione! sono passati 2 anni e ancora non mi rassegno a questa tua scomparsa, non riesco a farlo. Sei stato un punto talmente cruciale della mia vita che non posso e non voglio tagliarti fuori. Un nuovo punto di partenza; da quando ci siamo trovati tutto per me è cambiato. Tutto quello che credevo sacro è stato completamente dissacrato, tutte le sicurezze che credevo d'avere sono crollate... tutto quello che sapevo si è rivelato essere un inganno. Perdonami ma ancora, ancora non riesco a restar in silenzio, perchè sò che è ciò che deisderi più i ogni altra cosa da me... ma ho ancora un cervello, una mente parzialmente lucida, un cuore che pulsa e batte, polmoni e fiato per gridare, ed una lingua per parlare... e finchè avrò tutto questo, non smetterò.
Perdonami se puoi...
Fame. Ho perso quasi due kili in quattro giorni; ma la fame resta... la gola... il fare dolci, pane e non mangiarli.. restare ad osservare che tutto il mondo ne gode, gode del cibo... cosa che non potrò provare più... pace! vorrei solo che il cervello si rilassasse... ma ancor più ostinatamente desidero perdere peso... le dita gelate, pigiama di pile, coperta di pile ed avere freddo... e la testa gira, gira... sebbene l'apporto calorico rispetto all'anno scorso sia superiore... tra le 200 e 300 kcal... ho una fame incredibile... non sò più come placarla... tisana al finocchio, alla malva, alla liquirizia... camomilla... thè... ma lo stomaco brontola... la mente comincia a perdere pezzi, ad andare a rallentatore... ma sono grassa, sono grassa, sono grassa diamine! devo assolutamente resistere... almeno per un altro pò... mi sono concessa una fetta di torta a settimana ed una pizza al weekend... è già un passo avanti, rispetto al niente... no? non faccio che banalizzare la cosa, ma in realtà me la faccio sotto dalla paura.
Tengo duro.
Dovrei essere felice. Dovrei. Non ho alcun motivo per tapparmi in casa e invecchiare precocemente nel mio pigiama di pile; nossignore non ne ho. Non ho madre o padre assenti, non ho amici a cui non importa un fico secco di me, non ho un fidanzato che se ne sbatte delle mie condizioni psicologiche, non sono senza cervello e respiro... diamine se respiro. Comincerò uno stage in pasticceria, finalmente... la notizia mi è stata data oggi: dall'11 novembre sarò finalmente una provetta pasticcera! per il momento sono solo una stupida che sbava dietro alla vetrina dei dolci, che torna a casa immaginando di addentarli, che si siede a tavola e consuma un misero passatino di verdure da 55 kcal... una stupida ragazzina di 24 anni che adesso piange, per quattro stramaledetti cucchiaini di Nutella a cui non ha saputo resistere... perchè il suo corpo le chiede zuccheri, perchè il suo corpo ha bisogno di zuccheri... ma no, non lo capisco. Sono stupida. Non capisco che sto piangendo per 180 kcal... che corrispondono più o meno alla metà delle calorie assunte da qualsiasi cristiano medio a colazione... non capisco che sono fortunata a non avere uno tra i miliardi di problemi seri che altre persone hanno... persone che probabilmente mi invidiano, che si cambierebbero con le mie futili e sciocche lacrime all'istante. Io mi odio. Mi odio con tutta me stessa. Odio la mia incapacità di reagire alla vita, ai suoi stimoli. Odio il non aver la forza di uscire, mescolarmi, sentirmi bella... odio la mia maledetta apatia, la mia incapacità di risolvere qualsiasi forma di problema se non facendomi del male, peggiorando la situazione... odio il mio rendere sempre tutto più difficile e compiacermene... il mio essere irriconoscente verso una vita che potrebbe essere piena d'amore, di realizzazione e soddisfazioni se solo alzassi il culo da questa sedia e dal divano ed avessi il coraggio di mettere il naso fuori casa e urlare "Sono viva!".
Ma niente, resto nel mio vecchio, polveroso e statico bozzolo concedendomi soltanto di sognare come ci si possa sentire ad essere farfalla.
Brava, brava, brava! Clap clap!! e il bis? l'orgoglio ha ceduto il passo alla testardaggine... la gola brucia, le ghiandole sono gonfie... riesco a malapena a deglutire, buttare giù la saliva e qualche liquido. Non potevo gettare al vento questi ultimi tre giorni di stenti; nossignore! un piccolo sacrificio... che mi ricorderà di mantener fede ai propositi che mi sono prefissata. Io devo farcela, non importa quante tentazioni si possano presentarte. Tutto passa, sta calma; asciuga le lacrime... tutto passa.
E adesso sorseggio tisana al finocchio.
Vorrei avere la coscienza più pulita ed essere nata quaranta o cent'anni prima; mi piacerebbe aver sposato un ricco e facoltoso uomo che si spacca la schiena lavorando dignitosamente per mantenermi. E passare tutto il mio tempo con me stessa. E trascorrere i miei giorni non mangiando, dormendo e passeggiando sola per un parco londinese o per qualche Rue parigina con un blocchetto di fogli ingialliti e macchiati dei miei pensieri senza che nessuno possa notarmi o definirmi inadeguata. Portare al naso una pesca e sentirne il reale ed effettivo odore risanare le narici; camminare indossando vestiti massicci, lunghi e pieni di pizzi, trine e portare un enorme cappello che mi avvolga il viso in un stupendo fiocco nero di seta. Vorrei essere compassionevole e donare le mie attenzioni a qualche disastrato, accogliere nela mia reggia umili e dannati senzatetto e farli sedere alla mia tavola, banchettare insieme. Tutto quello che chiederei alla vita sarebbe passare le mie giornate a scrivere e dormire eliminando l'inutilità di tutte le cose superficiali che mi adornano la vita. Tutto tempo dedicato all'inutilità e completamente buttato via. La corsa per non dimostrarsi superficiali, per non dimostrarsi uguali a tutti, per sentirsi emarginati, appartenenti ad un mondo che non ci vuole, non ci accetta e di cui non ci sentiamo parte. Tutto questo, a cosa serve? a cosa se poi resto qui a lamentarmi da anni delle stesse cose senza cambiare di una virgola la mia visuale a 360° su ciò che mi attornia se non in negativo? forse se riuscissi ad essre divera, se volessi, se lo accettassi potrei davvero stare meglio. Forse un pò di superficialità mi renderebbe migliore; migliore per questa vita.
Hai ragione tu: ho bisogno d'aiuto.
Sono esattamente tre giorni che non mi muovo di casa. E se non fosse che domani devo andare dal veterinario, non avrei alcuna intenzione di farlo. Mi sono chiusa in questa sorta di cubo a vetri dove non respiro e mangio a volontà; e mangiando mi rendo conto di quanto non abbia mangiato in questi 2 anni e mezzo. Forse non ho più quella forza o semplicemente sto cercando un ulteriore modo per farmi del male... vorrei capirmi ma non ci riesco. A me basta stare qui, sola, immune dal vento, dal freddo, dalla merda del mio cervello, immune dalle persone. Più rifletto e più tutto questo mi appare come un prodotto della troppa sofferenza causatami da alcune persone; amori finiti nel peggiore dei modi, persone che si sono rivelate essere peggiori di quanto le potessi immaginare... la mia migliore amica che mi abbandona nel momento in cui le confesso di mangiare e vomitare. Tutto questo fa parte del passato, ovvio. Ma dato che ho sempre creduto che siamo ciò che gli eventi passati ci hanno resi, non posso fare finta di niente e tenermi questa malattia senza capirne le radici. E con mia somma sorpresa trovo sempre più, tra le mie scartoffie passate, tracce di problemi a relazionarmi con il mio corpo. La fissazione per i miei fianchi "troppo grossi" a 13 anni, la voglia di prendere pasticche dimagranti (che poi ho anche comprato, assieme alle barrette della pesoforma) a 16 anni, il comprare fangi per diminuire la circonferenza cosce e il successivo inossidabile passo... da quando ho 16 anni non metto il costume a due pezzi; no. Sopra al pezzo inferiore del bikini metto un costume a pantaloncino, non riesco a liberarmene. Poi sono passata da inutili tentativi di intraprendere uno sport ad usare l'elettrostimolatore, al comprare creme tonificanti(che uso tuttora) a l'aver misteriosamente perso 6 kg (da 52 a 46 kg) nell'esate dei miei 19 anni. Ma la vera svolta l'ho letta su un pezzo risalente a 4 anni fa in cui dico di aver provato a vomitare per la seconda volta: lo avevo completamente rimosso. Di lì ad un anno tutte queste inutili e superificiali paranoie da teenager idiota si sarebbero trasformate in un inferno... "come è cominciato?" mi chiedono tutti... io ricordo solo una focaccia pomodoro e mozzarella che si mescola, spappola e confonde nell'acqua del water in un giorno innumerato di settembre. Ricordo che ero a lavoro e che da quel giorno cominciai a farlo spesso e ovunque mi trovassi. Pesavo i miei 52 kg, mangiavo e rigettavo ma senza perdere granchè peso. Poi la crisi, la crisi di tutto. Il dolore, la rabbia di una perdita troppo grande... una scelta troppo dolorosa da prendere... il rifugio in 200 gocce di xanax giornaliere, l'insonnia, i tagli e i pasti che si riducevano sempre di più a misere insalatine innaffiate di vino rosso che chiaramente rigettavo. Arrivare a 43 kg, senza più lucidità, senza più una percezione del proprio corpo. E così sono passati gli ultimi due anni. Due anni, sì. Due anni passati a contare e pesare ogni minima cosa che ingurgito; due anni passati a rifiutare cene, aperitivi o escogitare qualche sistema perchè nessuno si accorga che non mangio. Due fottutissimi anni a far del male a me e alla persona che, non sò con quale coraggio e pazienza, mi sta vicina e mi accetta nonostante lo schifo che sono. Due anni per ribaltare la mia vita in uno stato di terrore caotico; d'improvviso la paura di uscire, di parlare con gli amici, di decidere come vestirmi, di affrontare un esame e perfino di affrontare un risveglio. La voglia di non svegliarsi più. Ed ora, dopo aver deciso di rimettermi a dieta... dopo aver portato il peso da 48.4 a 46.9 in 5 giorni... ho rovinato tutto mangiando. Dio quanto mi odio! quanto vorrei solo restare sola, isolata con il mio dolore, con il mio non-cibo, con il mio non-niente.
Forse se riesco a scrivere posso acquietare il tutto, posso mettere a tacere quella cazzo di vocina che non smette di tormentarmi... adesso è diventato addirittura peggio del non mangiare... la situazione mi sta sfuggendo sempre di più dalle mani... sono tre giorni che mangio, mangio, mangio... aspetto che tutti se ne vadano fuori o a letto e mi precipito a cucinarmi la pizza, ad ingurgitare l'uno dopo l'altro biscotti, a mangiare saccottini, cracker , gelato, nutella e persino pezzi di scamorza! non riesco ad avere controllo... dentro fremo, nell'attesa di restare da sola e porre fine a questo strazio di resistenza... e non vomito, no. Ma tengo tutto dentro e piango, soffro. Sento lo stomaco dilaniato, povero piccolo... come biasimarlo? erano circa 2 anni e mezzo che non mettevo sotto i denti un cazzo di saccottino! come posso pretendere che riesca a sopportare il passaggio da uno stato vuoto ad uno esageratamente pieno? non sò che fare... nè come aiutarmi... e le telefonate, i messaggi che ti mando non mi aiutano... sì magari per quell'istante sì, mi aiutano a capire che non sono sola... ma dopo? come faccio a non sentirmi uno schifo? come faccio ad annullare calorie su calorie che si poseranno sui miei fianchi? come faccio a non contare, odiarmi, a trattenere la voglia di rigettare tutto? mi ero promessa che non l'avrei più fatto... e spero davvero che non accada... ma cosa diavolo devo fare? continuare ad uccidermi di cibo e mettere il mio corpo all'ingrasso?
"Non riconosco il momento esatto in cui ho capito d'appartenerti, ancor prima di conoscerti la tua morte eterna, il tuo vagare malinconico mi percuoteva il battito, il respiro. L'ultimo di questo giorno, è rivolto a te: un vento lontano, la cera di una candela che non si è mai spenta; il Natale dei nostri giorni raccolti con la retina in un pozzo, il profondo rumore dei tuoi occhi inerti."
Non potrei esprimere con parole migliori quello che sto vivendo, che con le mie. Appartegnono ad anni passati, sepolti Dio solo sà chissà dove nel nostro cuore. Certe volte mi piace pensare che siamo in possesso di un unico, stesso cuore che ci grida in faccia la sconfitta. La sconfitta per non aver lottato abbastanza per proteggere il nostro amore. E talvolta vorrei solo piantarmi una lama nel petto per non sentirlo più singhiozzare non appena mi scopro a pensarti. Passato, certo. Si volta pagina, certo. Ma allora perchè provo ancora rabbia? la stessa rabbia... e non riesco a cancellarla. Non credo che potrò mai perdonarmi, mai. E neppure dimenticarti. Il solo pensiero di lasciarti affogare sotto ad un pensiero presente più roseo, mi pugnala il cuore.
Scegliere d'esser sinceri con se stessi può portare all'infelicità... talvolta alla pazzia.
Domani ripartirò da 48 kg. Da domani dovrò cercare di controllarmi per raggiungere un peso ed un corpo migliori. L'unico problema è che non sono più tanto convinta di volerlo fare; non perchè non desideri la magrezza, anzi. Ma ho il terrore che la situazione mi sfugga nuovamente di mano e che il mal di testa che ho ormai da 15 giorni si accentui ancora di più. Non sò, non riesco più a capire bene cosa voglio davvero, in alcun ambito della mia vita. E sono così in balìa della confusione e del caos e tutto intorno si rifuce ad un misero, futile, superficiale e osceno pensiero: io voglio dimagrire, voglio essere magra da far spavento.